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L’Alto Adige prima del 1918
L’Alto Adige prima del 1918
La Preistoria e l’età antica
Nel 1991 una coppia di turisti germanici, durante un’escursione su un ghiacciaio della Val Senales, vide affiorare un corpo; si scoprì che era la “mummia”, conservata dal ghiaccio, di un uomo vissuto circa 5.000 anni fa. Le ricerche che si sono potute fare sul corpo, sul vestiario e sugli utensili hanno fornito (e ancora forniranno) eccezionali informazioni archeologiche. L’«uomo venuto dal ghiaccio» è chiamato in tanti modi: «uomo del Similaun», dal nome del ghiacciaio, oppure col popolare nomignolo di «Ötzi», dall’Ötztal, la valle austriaca che confina con la Val Senales. Infatti è stato ritrovato proprio sulla linea dell’attuale confine di Stato e per qualche tempo il diritto ad ospitarlo è stato “conteso” tra l’Austria e la Provincia di Bolzano. Oggi Ötzi è la maggiore (ma non l’unica) attrazione del Museo Provinciale di Archeologia che si trova a Bolzano.
Il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai deve preoccupare chiunque abbia a cuore l’equilibrio ambientale; tuttavia, chissà che non ci riservi altre scoperte archeologiche.

Prima dei Romani il territorio era abitato da popolazioni, per molti aspetti ancora misteriose, che furono chiamate «Reti». Anche l’origine di questo nome è avvolto nella leggenda (forse da una dea «Raetia»?). I Reti, la cui scrittura mostra somiglianze con l’etrusco, commerciavano coi Romani e le valli dell’Alto Adige e del Trentino erano già delle importanti vie di transito. Come già detto, la funzione di passaggio tra nord e sud è la principale vocazione di questa terra, mantenuta nei secoli fino ai nostri giorni. Dopo la conquista del territorio (intorno al 15 a. Cr.), i Romani migliorarono la rete di sentieri dei Reti, costruendo vere e proprie strade. La più famosa fu la Via Claudia Augusta, così chiamata dall’imperatore Claudio (il patrigno di Nerone). Essa partiva dalla pianura padana, passava per Trento (Tridentum, raggiunta anche da una strada che partiva dall’Adriatico e attraversava la Valsugana) fino alla conca di Bolzano e, proseguendo per la Val d’Adige e la Venosta, superava il passo Resia arrivando ad Augusta Vindelicorum (l’odierna Augsburg). Dalla conca di Bolzano un altro troncone seguiva invece la Val d’Isarco (verso il Brennero) e la Val Pusteria.