L’Alto Adige prima del 1918
L’Alto Adige prima del 1918
Proteste, Patti e Andreas Hofer
Contro il centralismo viennese
Lungo tutto il XVIII sec. il Tirolo comincia però a perdere molti dei propri privilegi. Nel 1664, infatti, si è estinto il ramo tirolese degli Asburgo e la contea viene ora amministrata direttamente dall’imperatore a Vienna. Innsbruck non è più sede di governo e anche le assemblee degli “stati regionali” (Stände) perdono la loro importanza. Il centralismo di Vienna raggiunge il culmine sotto l’ “assolutismo illuminato” dell’imperatrice Maria Teresa e soprattutto di suo figlio Giuseppe II. Essi promuovono radicali riforme per modernizzare lo Stato. Fra il resto, introducono l’obbligo scolastico e la leva militare obbligatoria, organizzano un’efficientissima amministrazione fiscale (con un catasto dei beni fondiari), sopprimono i monasteri degli ordini contemplativi (giudicati «inutili»). Questa “tempesta” di riforme solleva numerose proteste in Tirolo.

Il Sacro Cuore e Andreas Hofer
La Rivoluzione Francese bussa ormai anche alle porte del Tirolo. Nel 1796 le truppe della Repubblica francese - in guerra contro la coalizione delle monarchie europee - si apprestano ad invadere la regione. Nel clima di paura e mobilitazione generale contro il pericolo dei «diavoli francesi», il 1° giugno un comitato della dieta tirolese, riunita a Bolzano, mette l’intera regione sotto la protezione del Sacro Cuore di Gesù: a lui viene solennemente giurata eterna fedeltà e la celebrazione di una festa annuale. È il famoso «Patto col Sacro Cuore» («Herz-Jesu-Bund») che da allora sarà rinnovato più volte nei momenti di pericolo.
Nel giro di pochi anni il nuovo ordine che Napoleone impone all’Europa porta gravi conseguenze al Tirolo. Con la pace di Presburgo (1805) l’Austria è costretta a cedere la regione alla Baviera, alleata dei francesi; il Tirolo si chiama ora «Baviera meridionale». La leva militare, le pesanti tasse e le riforme centralistiche imposte dai bavaresi provocano un generale malcontento tra i tirolesi, alimentato dalla Chiesa e dalla Casa d’Asburgo. Nel 1809, nello stesso momento in cui l’Austria dichiara guerra alla Francia, scoppia l’insurrezione tirolese al motto «Dio Patria Imperatore», guidata dal passirese Andreas Hofer. Lo sforzo degli Schützen di tutta la regione riesce a scacciare provvisoriamente i bavaresi. Dopo aver vinto in alcune battaglie (famose quelle del Bergisel vicino ad Innsbruck), i tirolesi non accettano la pace che nel frattempo è stata raggiunta tra Francia e Austria. Soli e male armati, non possono resistere alle superiori forze francesi. Andreas Hofer viene catturato, processato e fucilato a Mantova il 20 febbraio 1810.
Il suo mito è il più importante e duraturo nella storia del Tirolo e fino ad oggi è stato caricato di numerosi e diversi significati: “martire” della fede cristiana, difensore delle tradizioni, eroe dell’indipendenza e dell’unità della patria tirolese.