L’Alto Adige prima del 1918
L’Alto Adige prima del 1918
La contea di Tirolo
Tra il XII e XIII sec. i conti di Tirolo si imposero sulle altre casate e diventarono i signori, i principi della regione. Ciò avvenne grazie ad un’abile politica di matrimoni e alla benevolenza degli imperatori germanici. I Tirolo riuscirono così a strappare il potere dalle mani dei principi-vescovi di Trento e di Bressanone, dei quali erano inizialmente vassalli e servitori. Fu soprattutto la politica spregiudicata ed aggressiva del conte Mainardo II di Tirolo-Gorizia ad imporre un dominio unitario sulla regione, a nord e a sud del Brennero. Il territorio - che fino ad allora era stato genericamente indicato come «terra inter montes» (terra fra i monti) - cominciò ad essere chiamato «Contea di Tirolo». Altra indicazione geografica, che si riferiva solo alla parte meridionale della contea, si collegava al fiume Adige («Athesis» in latino): «Terra sull’Adige».
Mainardo organizzò una perfetta burocrazia. Nella zecca di Merano fece coniare proprie monete (i «tirolini») conosciute in tutt’Europa. Dati i notevoli scambi finanziari, in Alto Adige si stabilirono alcune famiglie di banchieri toscani. In quel periodo fiorirono i commerci (soprattutto le fiere di Bolzano) e l’estrazione del sale (saline di Hall nel Tirolo del nord). Col tempo si sviluppò un’efficiente attività mineraria (che era sempre stata presente sin dai tempi antichi), soprattutto nella zona di Schwaz (Tirolo del nord), Vipiteno, Val Ridanna e Valle Aurina. La lunga tradizione mineraria della regione, che toccò il culmine nei secoli XV e XVI, è illustrata negli interessanti Musei provinciali delle miniere.